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la storia di come ho cominciato a frequentare la palestra

Da qualche settimana ho cominciato a frequentare una palestra. È una palestra bella grossa. Con un’enorme sala attrezzi, una sala per lo yoga, una per il pugilato, una per la arti marziali e poi il centro benessere. Il centro benessere è dove sono la sauna e il bagno turco. Ho letto uno studio pubblicato alcuni anni fa su una rivista medica americana da cui risultava una qualche associazione tra i difetti del tubo neurale (una struttura presente negli embrioni da cui ha origine il sistema nervoso centrale) e l’esposizione al calore della sauna. Un altro dei rischi della sauna è rimanerci troppo a lungo e svenire. Le persone che corrono i rischi maggiori sono quelle con problemi cardiaci e quelle che hanno preso alcool, droghe o medicinali prima di entrare in sauna. Io non ho problemi cardiaci e di solito non mi drogo prima di andare in palestra, ma preferisco non rischiare e ho deciso che non farò la sauna. Pare invece che il rischio maggiore del bagno turco sia la disidratazione. Ho deciso di lasciar perdere anche il bagno turco. Prima di cominciare ad allenarmi in sala pesi sono andato dall’istruttore, un tipo basso, sulla cinquantina, con una bella pancia massiccia e i capelli di un colore castagna. Mi chiede quand’è l’ultima volta che sono stato in palestra e io, senza battere ciglio, rispondo: 13 anni fa. Minchia, ribatte lui.
Mi prepara una scheda con 10 minuti di bicicletta, 30 di corsa, addominali, bicipiti, tricipiti, dorsali, pettorali e altri muscoli di cui ignoravamo l’esistenza sia io che loro, i muscoli dico.
Mi dice che tra un esercizio e l’altro posso fare un minuto di pausa. Faccio un breve calcolo: per finire tutta la scheda mi servirebbero quasi 4 ore. Decido di tagliare i tempi del riposo tra un esercizio e l’altro ma non riesco a scendere sotto le 3. Penso che mi toccherà chiedere delle ore di permesso a lavoro per finire la mia scheda e non tornare a casa a notte fonda.
L’istruttore mi manda dall’alimentarista, che mi chiede di descrivergli la mia dieta. Gli dico che è meglio che lasciamo stare e cambiamo argomento. Lei mi chiede quando ho intenzione di cominciare gli allenamenti e io gli propongo di parlarne davanti a un prosecco.
E questo è tutto più o meno, cioè la storia di come ho cominciato a frequentare la palestra (e non ancora lo sport in senso stretto) e, soprattutto, è la storia di come ho cominciato a frequentare l’alimentarista.
Last Updated (Friday, 27 January 2012 14:07)
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